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DEGENZE ARTISTICHE 2019

SARA SAVINI

INVISIBILE

fotografia

LUCA OLDANI

JACOPO BOTTANI

teatro

GRETA DI POCE

FILOMENA MAIETTA

arti visive

ELENA BIAGINI

GIANLUCA PAVONE

danza

video di Carlotta Cicci e Stefano Massari - disforme.net

DEGENZE ARTISTICHE 2019 

 

“L’ospedale è il luogo perfetto per ragionare della vita – spiega il presidente della Fondazione Giacomo Faldella – qui si nasce e si muore, si attraversa il viaggio della malattia, si guarisce, ci si accorge di cosa conta davvero. In questi tempi di velocità e disattenzione, avere uno spazio dove fermarsi a guardare, a riflettere, a creare, a comprendere qualcosa del mondo e di se stessi, è opportuno anzi necessario”.

 

È da questi presupposti che nasce Degenze Artistiche, ideato e diretto dal poeta Valerio Grutt. Quattro artisti o gruppi di artisti di diversi ambiti disciplinari saranno ospitati all’interno della struttura ospedaliera per la durata complessiva di quindici giorni ciascuno. Vivendo tra medici e infermieri, affiancando volontari, prendendo parte alla vita dei reparti del Policlinico lavoreranno ad una creazione artistica, esito di una lettura personale di quanto incontrato.

 

GLI ARTISTI DI DEGENZE

 

Sara Savini – Fotografia

Il suo progetto si chiama “Invisibile” e inizia dalla retina: le immagini sono ottenute, infatti, tramite sofisticati apparecchi che permettono di fotografare il fondo oculare dove il mondo si rispecchia in forme e linee astratte ed eteree, per vederlo com’è prima che il cervello elabori le immagini.

 

Greta Di Poce e Filomena Maietta – Arti visive

Entrambe frequentano l’Accademia di Belle Arti a Bologna. Realizzano un lavoro pittorico a partire dalla scrittura, dalla grafia, come luogo in cui si deposita la memoria dei grandi vecchi o dei pazienti psichiatrici, delle persone su cui la vita è passata e ha lasciato segni profondi.

 

Luca Oldani e Jacopo Bottani, Teatro

Un attore di 26 anni, diplomato alla Civica Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe, hanno incontrato i medici e la vita della Rianimazione insieme al suo drammaturgo. Un modo per rielaborare, con un monologo, la morte di un amico.

 

Elena Biagini e Gianluca Pavone, Danza

Laureata in danza contemporanea a Londra lei e a Milano lui, hanno lavorato in un reparto di fisioterapia e riabilitazione, per tradurre in danza la fatica del corpo che riparte dopo un ictus o un evento che ha causato una disabilità momentanea o permanente.

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