BRUNO PINTO

CARTE

BRUNO PINTO | CARTE

regia, immagini, fotografia, montaggio Stefano Massari 

testo Maura Pozzati 

Nel 2012 ebbe luogo presso la GALLERIA D’ARTE CONTEMPORANEA DI PALAZZO DUCALE, a PAVULLO NEL FRIGNANO (MO), una mostra/evento.

Una selezione di oltre cinquanta opere su carta di piccolo medio e grande formato, mai esposte fino ad ora, in un percorso allestito con criterio rigorosamente non cronologico e non convenzionale. Opere che testimoniano una volta ancora la più assoluta incollocabilità del genio artistico di Bruno Pinto all’interno di schemi o scenari critici definitivi. Una produzione preziosa e ricchissima che riprende il suo cammino inesauribile di ricerca e torna a sorprendere, a incantare, testimoniando con grande forza la necessità di un rapporto non semplificabile e non rassicurante con le interrogazioni cruciali dell’esistenza .

 

a cura di Paolo Donini e Stefano Massari

comitato scientifico 

Paolo Donini - Stefano Massari - Pier Damiano Ori - Maura Pozzati

con il patrocinio di

CARTA|BIANCA Ass. Culturale, Provincia di Modena, Comune di Pavullo nel Frignano (MO), RAI Sede Regionale per l’Emilia Romagna

 

“...i lavori di Pinto su carta non sono una pratica secondaria e temporanea ma una vera e propria pratica artistica quotidiana, un’in- dagine nel e col segno. E se “estrema” può apparire la sua pittura, nei grandi disegni esposti in mostra, soprattutto quelli in bianco e nero, si nota una armonia meno sofferta, un equilibrio raggiunto seppur precario, una continua scoperta. In questi lavori su carta non c’è lotta tra momento ideativo ed esecutivo, al contrario i due momenti si incontrano nel gesto dell’artista, nel movimento della mano che fa nascere l’immagine. Perché dietro a questi segni e forme c’è il gesto corporeo: le mani, quando disegnano, pensano e si muovono; il segno è collegato all’esperienza manuale, è una necessità profondamente fisica, non solo una necessità di pensiero. Viene in mente quello che diceva Artaud: “ un disegno è una macchina che ha respirato...”.

dal commento critico di MAURA POZZATI